Oggi la Pergola è molto più di un teatro. È un centro culturale vivo, che utilizza come principale potenzialità la sua storia, e il prestigio dei suoi spazi. Ha un’attività multiforme, che trova il proprio culmine nella grande stagione di prosa, ma ospita centinaia di eventi diversi e tutti importanti, a cominciare dalla stagione degli Amici della Musica, una delle più importanti d’Europa per il genere cameristico. Rivive sempre più spesso la “Città del Teatro”, quest’idea dell’arte scenica non solo come fatto estetico, ma come importante tessuto connettivo della società. Durante le visite guidate sfilano gli ambienti più suggestivi, e di solito nascosti all’occhio del pubblico: i sotterranei, e il Vicolo delle Carrozze che originariamente univa Via della Pergola a Borgo Pinti e dove si trovavano le botteghe degli artigiani che facevano i mestieri del teatro; la Salita dei Cavalli, percorsa un tempo dai carri con le scenografie dirette il palcoscenico; il Pozzo, usato dalle lavandaie per attingere l’acqua utile a lavare e tingere le stoffe; le vecchie stanze dei macchinisti, con i lunghi chiodi ai quali si appendevano le vesti e i nomi scritti sui muri, riempiti anche di disegni goliardici come su una nave; il Primo Camerino, costruito nel 1906 per la divina Eleonora Duse in occasione di una rappresentazione del Rosmersholm di Ibsen; il Museo del Teatro, che riunisce nel sotto platea intorno alla macchina ideata da Cesare Canovetti oltre trecento anni di storia della tecnica teatrale, e la mitica sedia che fu costruita per Giuseppe Verdi durante le prove di Macbeth; gli appartamenti degli scenografi, con le decorazioni pompeiane alle pareti; le due sale da ballo, dove si riscaldavano mimi e danzatori, con il pavimento originale ottocentesco lavorato ad ascia che ha lo stesso declivio del palcoscenico, il cinque per cento; il grande modello del teatro, così grande che non può più uscire dalla stanza in cui è stato montato; e su in alto, fino alla graticcia, il luogo sacro del teatro dal quale partono le corde che sorreggono e muovono scenografie e luci. A oltre diciotto metri d’altezza, su travicelli sottili, quasi sospesi nel vuoto camminano i principi dei macchinisti, i soffittisti.
Ogni sera in teatro si celebra un rito, quello dello spettacolo. Vocazione della Pergola è quella di ospitare i grandi allestimenti, i grandi testi degli autori più grandi; i grandi attori, e i grandi registi. Le stelle più luminose del firmamento della scena brillano alla Pergola. Senza dimenticare il teatro contemporaneo, le scritture più curiose, gli spettacoli più intimi. Passeggiare nei corridoi del teatro è come leggere un libro cosparso di nomi immortali. Tutti gli oggetti raccontano una storia, le singole fibre di tessuto o particelle di legno sono testimoni di un evento memorabile. Poi il rito termina. Ogni sera il teatro cessa di essere se stesso. Ma non si perde mai. Come un corpo, anche di notte respira e trasmette tutto intorno la magia.
La Pergola guarda già al futuro, tenendo ben presente la sua storia come inestimabile ricchezza. Riafferma il suo ruolo di tempio della prosa, e teatro della città alla quale si vuole offrire come insostituibile punto d’incontro. Perché la Pergola, a Firenze, è il Teatro.
Riccardo Ventrella direttore Teatro della Pergola

